Progetto espositivo — Opera centrale
ARCANA è un progetto espositivo strutturato attorno a cinque cicli elementari: acqua, fuoco, terra, aria ed etere.
Questi elementi non sono affrontati come simboli illustrativi, ma come forze attive di trasformazione, che attraversano immagini, corpi e percezioni.
Il progetto segna uno spostamento decisivo nel lavoro. Là dove le ricerche precedenti esploravano la persistenza e la memoria dell’immagine, ARCANA attiva un processo di trasformazione più aperto e instabile, in cui le forme non si trattengono più ma si modificano, si attraversano e talvolta si dissolvono.
La figura femminile, centrale nell’intero progetto, non è né un personaggio né un’allegoria. Agisce come un corpo-soglia: uno spazio di passaggio in cui materia, movimento e percezione si riconfigurano. Attraverso i cicli, questa figura attraversa diversi stati — emersione, confronto, iscrizione, dispersione e infine dissoluzione — senza mai iscriversi in una narrazione lineare.
Le figure equine emergono come motivo trasversale. Prive di riferimenti mitologici o narrativi espliciti, incarnano forze di spostamento, transizione e soglia. La loro presenza evolve lungo il percorso, fino a frammentarsi o scomparire nel ciclo finale, accompagnando il movimento stesso della trasformazione.
Percorso espositivo
ARCANA è concepita come un percorso ciclico e non gerarchico, in cui ogni elemento costituisce un’esperienza percettiva specifica:
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Acqua: emersione, fluidità, apparizione instabile
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Fuoco: tensione, confronto, intensità
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Terra: iscrizione, densità, ancoraggio
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Aria: dispersione, circolazione, perdita di forma
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Etere: dissoluzione, cancellazione, passaggio
Il percorso non propone una conclusione chiusa. Invita il visitatore ad attraversare stati, a sperimentare trasformazioni progressive — talvolta impercettibili — lasciando spazio al silenzio, all’indeterminazione e all’esperienza sensibile.
Processo e media
Il progetto utilizza strumenti digitali contemporanei, inclusi dispositivi di intelligenza artificiale, integrati come strumenti di ricerca, composizione e trasformazione dell’immagine.
La tecnologia non è mai presentata come soggetto né come effetto, ma come mezzo al servizio dell’intenzione artistica. Si ritrae a favore dell’esperienza percettiva e del rapporto sensibile con le immagini.
Le opere sono pensate per una presentazione immersiva, adattabile a diversi formati espositivi: proiezioni, installazioni digitali, percorsi scenografici o dispositivi modulari.
Pubblici e mediazione
ARCANA è concepita per accogliere diversi livelli di lettura:
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un approccio sensibile e immersivo per il grande pubblico,
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una lettura simbolica e formale,
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una dimensione pedagogica attorno alle nozioni di trasformazione, percezione e processo.
Il progetto si presta ad attività di mediazione quali visite guidate, laboratori e momenti di confronto, in particolare rivolti a pubblici scolastici e universitari.
Posizionamento nel lavoro
ARCANA costituisce il progetto centrale del lavoro.
Si inserisce in continuità con l’insieme Figure di Rimanenza, che ne chiarisce le origini visive e concettuali, segnando al contempo un cambio di regime: dal tempo sospeso dell’immagine a un linguaggio visivo del divenire.
L’esposizione non impone né un racconto né un’interpretazione univoca. Accoglie una dimensione di silenzio e di non-risoluzione, lasciando al visitatore la libertà di entrare nell’esperienza secondo il proprio ritmo.







